“Capitan Jack Sparrow” pietra di campo dipinta ad acrilico
Già… prendersi cura della propria vita…Sembra più facile a dirsi che a farsi.
Con questo scritto intendo mostrarvi come l’approccio energetico di Logosintesi® consenta di liberarsi dai blocchi che rallentano, deviano ed inibiscono l’azione di prendersi cura di sé.
Vivere senza portare consapevolezza, presenza e cura di sé comporta spesso sofferenze di diverso tipo, scarsa autostima, insoddisfazione lavorativa e relazionale, percezione di essere in una situazione stagnante e frammentata.
Spesso questo stato è propedeutico a sviluppare abitudini di vario genere.
È davvero importante non trascurare chi siamo, cosa siamo venuti a fare in questo mondo e come ci stiamo impegnando per portare a compimento la nostra missione di vita.
Dare priorità alla cura del proprio vissuto, al raggiungimento della piena coscienza di sé, e alla risoluzione di ciò che lo rallenta, è senz’altro un obiettivo virtuoso ed etico, che trasforma e migliora la propria interiorità, e quindi anche la relazione con l’altro.
Questo comporta esplorare il campo personale per controllare che sia libero da vissuti dolorosi non elaborati, aspettative, giuramenti e promesse, auto giudizio svalutante, procrastinazione e boicottaggio.
I punti che ho enunciato sono spesso presenti con importanza differente per ogni persona, e in questo contesto hanno la funzione di introdurvi ai principali motivi o temi che impediscono ad ognuno di noi di prendersi cura della propria vita e favorire il contato con l’Essenza.
A volte poi, non ci si permette di comprendere che si preferisce prendersi cura degli altri anziché tutelare la propria vita, i confini e la missione personale.
Questo accade perché sono ancora attive, e spesso non consapevoli, tematiche dolorose, esperienze non metabolizzate, che hanno bloccato energia.
Questo stato di blocco energetico, quando non trattato e risolto, porta a prodigarsi per gli altri, alla ricerca di approvazione, riconoscimento, affetto e a trascurare la propria vita.
Anche qui risulta importante chiarire che aiutare gli altri non è sbagliato, anzi, la solidarietà e l’aiuto è un elemento distintivo che rende l’uomo parte attiva di un gruppo sociale etico e rispettoso.
Ma è importante comprendere se l’aiuto all’altro sia solo una via di fuga e un mezzo per costruire un’identità virtuosa.
Esaminiamo nel dettaglio i blocchi energetici che ho elencato all’inizio di questo scritto.
• Vissuti dolorosi non elaborati
In questo ambito troviamo innumerevoli attivatori derivanti da esperienze che sono state improvvise, dolorose, soverchianti e non elaborate. Questo può essere dovuto al fatto che nel tempo nel quale è accaduto l’evento, la persona era troppo piccola per decodificarlo ed affrontarlo. Probabilmente mancava la figura di riferimento a tutela e protezione di quanto accaduto. Questi vissuti, che hanno bloccato energia, sono legati ai 5 sensi coinvolti (vista, udito, olfatto, gusto, tatto) a cui vanno aggiunte convinzioni e fantasie se l’accaduto si svolge in tempi consecutivi alla primissima infanzia.
• Aspettative
Per aspettative si intendono delle richieste espresse o implicite a cui la persona si sente soggetta, in famiglia, scuola, lavoro anche in base alla cultura e all’educazione in atto. Tutto questo blocca energia che una volta liberata, grazie all’utilizzo di Logosintesi® consente alla persona una libertà di scelta ed azione, prima inaccessibile, indirizzata alla cura della propria vita.
• Giuramenti e promesse
Impegni presi a ricoprire ruoli non compatibili con il proprio stato o grado di maturazione, bloccano energia e rappresentano un vincolo importante alla propria libertà di sviluppo personale, a condurre la propria esistenza nella direzione che si vorrebbe prendere. È una limitazione così grande che spesso la persona si riconosce nella promessa o nel giuramento e non si permette neppure di vedere le proprie reali necessità di sviluppo.
• Auto giudizio svalutante
Esperienze di giudizio pesante e sminuente, violenza fisica e verbale da parte di persone di riferimento, ritenute presenze fondamentali, bloccano energia in convinzioni che si manifestano poi in maniera automatica quando si tratta di prendere decisioni importanti e di cambiamento per la propria vita.
• Procrastinazione
Anche in questo caso la persona che procrastina è stata spesso oggetto di critiche feroci da parte di una o più persone che rappresentano l’autorità o alle quali si fa riferimento. In queste esperienze dolorose e destabilizzanti dilaga la percezione forte di aver fallito. C’è energia bloccata in giudizi che sono ancora attivi anche dopo molti anni trascorsi. Persiste in modo potente il timore di sbagliare a scegliere a volte anche tra diverse opzioni e al contempo si vive un forte auto giudizio svalutante perché non si riesce a farlo. Risulta essenziale applicare Logosintesi® sui vissuti non elaborati, che sono rimasti nello spazio personale del soggetto sottoforma di energia bloccata, che può finalmente fluire ed essere utilizzabile dalla persona.
• Boicottaggio
È uno stato frammentato, molto straniante e doloroso, in cui la persona non riesce a comprendere e a vedere quali spazi di azione ha, non si ritiene in grado di raggiungere l’obiettivo. Deriva da energia bloccata in situazioni dolorose in cui il giudizio prevalente è stato quello di aver sbagliato, di essere sbagliato. In questo ambito, l’energia bloccata si manifesta anche inibendo la scelta tra le diverse opzioni a disposizione della persona.
Risulta davvero interessante ascoltare il vissuto, le ragioni, le sensazioni che scaturiscono durante l’incontro ed altrettanto efficace applicare Logosintesi® agli attivatori che emergono progressivamente.
Logosintesi® è l’approccio risolutivo, rispettoso, etico che permette alle persone che si trovano in queste “terre aride”, di acquisire la piena consapevolezza dell’importanza del processo a cui si stanno sottoponendo.
Man mano che si libera energia ci si rende conto di quanto spazio, quanta libertà di azione, di presenza (intesa come attenzione a ciò che si è davvero) è ora disponibile per esprimere il proprio vero Sé.
Emerge spesso in loro un insight essenziale che vado qui a riportare: “Mi rendo conto di essere la persona alla quale è stata affidata la mia vita, di volerne, oltre che doverne, assumere la tutela e la protezione. Io sono deputato a questa missione”
Questo è il primo step che porta alla risoluzione, al cambiamento e all’apertura di una nuova percezione di sé, del valore personale e della direzione in cui condurre la propria esistenza.
Appunto…” No soy el marinero, soy el capitan”.
Ovvero, non ho solo funzioni finalizzate a far andare questo vascello (la vita) ma ne sono il capitano, la proteggo dall’invasione dei pirati (energia bloccata che mi immobilizza) e la conduco dove ritengo sia la mia meta (missione).



