“La lacrima della vecchia squaw”
Pietra d’angolo di un vecchissimo rudere dipinta ad acrilico.
Anima luminosa
Io e la morte oramai ci conosciamo,
è il lavoro che ci ha fatto incontrare.
La saluto con rispetto,
chinando leggermente il capo
e tenendo lo sguardo giù.
Arriva silenziosa,
nel momento in qui un’anima si spegne.
Un momento di grande intimità,
che bisognerebbe vivere nel silenzio,
o comunque a voce bassa.
Uno spirito stanco dalla vecchiaia,
dalla malattia, ha bisogno di riposo.
Un incontro con la fatalità,
doloroso,
per un incidente che stacca il filo che teneva il corpo alla vita.
Difficile accettare questi momenti con consapevolezza.
La separazione, fa sì che
ci chiudiamo in un buio profondo,
dove immaginiamo di rimanere sospesi fra l’essere e il lasciare andare.
La morte porta via un corpo spento,
e lascia il posto a un’anima luminosa che, dopo la tristezza, potremmo ritrovare in un fiore che sboccia,
un albero che cresce,
un incontro con una farfalla o una volpe.
Tutti segnali dell’universo per dirci;
chi ti ama è sempre con te,
ovunque tu saprai cogliere un profumo,
una melodia, una carezza, un’immagine.
(Mary Gherardini)
Mary Gherardini è nata in Svizzera, a Ginevra. Ha lavorato qui per anni in ospedale.
Nel 1988 è arrivata in Italia, a Pavullo nel Frignano.
Qui ha creato la sua famiglia e ha continuato a dedicare il suo tempo a chi era in difficoltà.
Ancora oggi è impegnata nell’aiuto e nel lavoro con persone anziane e malati.
Compone poesie per passione ed istinto.
Ho ricevuto questa splendida poesia da Mary qualche tempo fa, in un messaggio whatsapp di buongiorno.
Mi ha colpito per le sue parole meravigliose, accorate e al tempo stesso piene di speranza e gratitudine.
L’ho riletta più volte, l’ho lasciata scorrere dentro di me come si fa quando si degusta un vino particolarmente prezioso e ricco di aromi diversi.
Poi ho chiamato Mary e le ho chiesto il permesso di accostare la sua arte al mio lavoro, scrivendo un testo su questo tema, così spesso trattato nel mio lavoro.
Lei ha accettato con entusiasmo e io sono felice di approfondire questo argomento, così delicato e importante per l’essere umano.
Accade spesso infatti, nel mio lavoro di Naturopata, e in modo particolare di Consulente Essenziale in Logosintesi®, di affrontare il tema del lutto.
O di esplorare, nel vissuto del cliente, la perdita di un ruolo lavorativo o di una figura di riferimento, non necessariamente per effetto della sua morte fisica.
Nella vita di ognuno di noi, prima o poi, arriva l’esperienza dolorosa di perdere una persona cara, senza essere davvero preparati alla sua dipartita.
Oppure non essendo ancora pronti a lasciare che questo avvenga, anche se le condizioni di salute e di vita risultano davvero penalizzanti per chi ci lascia.
Nella mia professione, spesso ricevo persone che vivono come un lutto insostenibile la fine di una relazione, il conflitto con un componente della famiglia o la perdita del ruolo lavorativo nel quale si riconoscono totalmente.
Il contesto è molto diverso, ma ciò che li accomuna è la sensazione di vuoto, il sentirsi in uno spazio indefinito, con la percezione di aver perso la bussola e la direzione della propria vita.
“Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura / ché la diritta via era smarrita” (Inferno I, 1-3) per citare il Sommo Poeta.
Naturopatia offre buoni strumenti, sotto forma di rimedi fitoterapici e floriterapici, come adiuvanti per ridurre il peso e il dolore in cui si è totalmente immersi.
La utilizzo spesso in contemporanea a Logosintesi®, che, come approccio e metodo energetico, rappresenta uno strumento di elezione in questi casi, in quanto affronta in modalità rispettosa e risolutiva il senso di smarrimento e di mancanza, agendo su ciò che lo attiva in profondità: i ricordi legati ai cinque sensi, le esperienze non metabolizzate, le fantasie e le convinzioni che mantengono attivo e quindi doloroso il senso di perdita.
In effetti, spesso, a questi eventi si accompagnano, nella persona che ha subìto il lutto, alcune convinzioni e fantasie granitiche che, sotto forma di energia bloccata, procurano dolore ed impediscono l’elaborazione di quanto è accaduto.
Alcuni esempi:
“Non avrebbe dovuto succedere questo… “avrei potuto evitarlo se…” “avrei dovuto essere più attento ai segnali che mi arrivavano…” “non è giusto che io debba subire questo” ecc.
Il tutto accompagnato da emozioni e stati d’animo difficili da sostenere: rabbia, tristezza, delusione, apatia, senso di colpa, frustrazione, paura, ansia ecc.
Gli esempi degli stati di sofferenza citati in precedenza sono solo indicativi, proprio perché le perdite vengono vissute in differenti contesti, con diverse modalità e capacità strutturali di approccio.
L’esplorazione empatica, attenta e rispettosa, porta all’emersione di quelle che sono le strutture di energia congelata che producono dolore ed impediscono attivamente l’elaborazione di quanto accaduto.
Logosintesi® è davvero uno strumento “chirurgico estremamente efficiente”, meglio ancora “un laser”, che scioglie e al tempo stesso sanifica il vissuto doloroso.
Lo fa rimettendo in movimento energia bloccata e quindi inutilizzabile per la propria vita, favorendo così la successiva integrazione dell’esperienza fino a quel momento così penosa.
Un incarico lavorativo o un ruolo perduto non significherà più la perdita della propria identità, ma un modo per esplorare altre potenzialità rimaste dormienti e inutilizzate.
Avvalersi della capacità riequilibrante e liberatoria di Logosintesi® non vuol dire dimenticare la persona persa, al contrario, significa elaborare il lutto in modo funzionale e rispettoso per il legame che c’era e che si può finalmente trasformare, non perdere.
In sintesi, si giunge all’elaborazione del lutto e all’integrazione su di un livello superiore della persona che non c’è più, in modo funzionale e benefico per la propria vita.
Uno stato a cui la poesia di Mary si riferisce nella parte finale dei suoi versi; ovvero la capacità di affinare con la persona persa, una connessione ad un livello superiore, una presenza percepita ed integrata, a contatto con la propria vita.
Un contatto tra Essenze, quando la perdita si riferisce ad una persona deceduta.
Oppure, nel caso di una relazione o un ruolo perso, il vissuto doloroso si può finalmente trasformare in un evento che assume la giusta importanza, diventando un bagaglio tra le esperienze che siamo venuti a fare su questo pianeta.
Questo è il potere della parola che Logosintesi® esprime ed esercita.



