“Okano” pietra di campo dipinta ad acrilico 2025
Vivere in presenza la perturbazione emotiva che si manifesta nel confronto diretto con l’esperienza che si sta vivendo, per esplorare, identificarne la genesi e risolverla.
Accade, a noi esseri umani, di attraversare periodi in cui l’esistenza si fa più pesante ed impegnativa.
Si aprono sfide su più livelli: in ambito lavorativo, relazionale, o esistenziale.
In questi momenti ognuno contatta uno o più temi sensibili, irrisolti, che provocano e sostengono sentimenti disfunzionali e tormentosi.
Avvolti ed imprigionati in questo sentire doloroso è spesso facile, purtroppo, lasciarsi andare a reazioni incontrollate.
Mi capita spesso di osservare che la persona, ostaggio in questi mondi perturbati, entra in uno stato di “overthinking”, ossia una sequenza ripetitiva di pensieri disfunzionali ed intrusivi.
La mente in questi casi, anziché rappresentare uno strumento funzionale, si perde in territori oscuri, fatti di pensieri invasivi, pessimisti, insomma, una bufera mentale che spesso, soprattutto quando reiterata nel tempo, provoca anche, in aggiunta, un consumo importante di energia a livello fisico.
Ci si sente stanchi senza aver utilizzato il corpo in attività faticose.
Ed è proprio a questo punto che bisognerebbe fermarsi ed osservare.
La tempesta non si è scatenata con lo scopo di sopraffarci, bensì con il fine di mettere in evidenza una nostra parte che è rimasta bloccata nel tempo e nello spazio.
Fino a che questo frammento non viene identificato e liberato dallo stato “congelato” in cui si trova, la mente prende il sopravvento in maniera disfunzionale, proprio a causa della presenza di questa energia bloccata.
Come reazione e, al tempo stesso unico progetto automatico, la mente si affoga in pensieri svalutanti, convinzioni pessimiste legate proprio ad esperienze passate non metabolizzate (energia congelata), a conferma che, anche nel qui e ora e in ciò che si è manifestato nel presente accadrà quanto già subito nel passato.
Un circolo vizioso, un cane che si morde la coda, in cui vince il senso di incapacità, il desiderio intenso di risolvere, in tempo reale, lo stato doloroso di cui si è prigionieri.
Ed è proprio a questo punto che è funzionale fermarsi ed esplorare, si tratta, a tutti gli effetti, di vincere una resistenza iniziale legata al timore di fermarsi e l’osservare senza nulla “fare”.
Spesso il “fare” assolve proprio al compito di distogliere l’attenzione, distrarre, anestetizzare, una specie di assenza giustificata dal contatto con il proprio Sé.
Fermarsi ad osservare i vortici mentali è vissuto come sporgersi da un precipizio, in cui c’è vuoto, spazio e silenzio.
Lo spazio, il vuoto, il silenzio, sono entità che permettono l’emersione delle potenzialità, a volte invece vengono interpretate come pericolo, morte e separazione.
Perché, e qui mi rivolgo a te in prima persona:
- Non stai aspettando, stai osservando cosa emerge, affrontando e sciogliendo le tematiche che ti intralciano o che ti rallentano, che ti depotenziano.
- Stai dando alle cose il tempo di allinearsi.
- Non stai perdendo, stai facendo spazio per ricevere.
- La prospettiva con cui guardi la realtà cambia in base a ciò che hai in te e che stai elaborando.
A questo punto farsi aiutare da un professionista è la scelta che fa la differenza.
Fermo restando che il lavoro spetta a te, la persona che esprime presenza e professionalità e ti segue è lì con lo scopo di essere una figura che ti accompagna, un’assistente formato a questo tipo di lavoro. Può inoltre aver trattato, nella sua vita personale, il materiale che tu stai affrontando. Per formazione ed esperienza ti precede di alcuni passi, illuminando il sentiero.
- Il Consulente Essenziale che ti accompagna e ti sostiene in questa esplorazione mostrandoti dove è bloccata la tua energia, causa di questi loop mentali e della sofferenza che ne deriva, ha la funzione di guida in territori che non conosci e che ti spaventano. Il suo compito è liberarti dai blocchi energetici che ti appesantiscono attraverso il “potere delle parole” su cui si fonda Logosintesi®. Questo intervento ti consente di prendere coscienza della tua capacità personale di affrontare il percorso di esplorazione nel grado di complessità in cui si presenta.
- Infatti facendo spazio ed individuando qual è il motivo della sofferenza, emergerà la tematica che riesci ad affrontare e sciogliere, niente di più di ciò che le tue capacità sono pronte ad affrontare.
- L’esistenza umana è un viaggio e come tale, mutevole, a diversi livelli di difficoltà, con spazi di serenità e tranquillità intervallati a momenti più impegnativi in cui può “sembrarti” che lo stato di armonia precedentemente vissuto sia andato perso. Ma è una percezione distorta. La consapevolezza acquisita non viene mai persa.
- In realtà affrontando e risolvendo il tema nel grado di complessità che si presenta sul momento, la consapevolezza aumenta, sottoforma di uno stato di fiducia, volontà, coraggio e presenza.
La vita umana potrebbe essere oggetto di questa metafora, a mio parere davvero efficace e calzante.
Un viaggio in terre sconosciute con valli e vette, pianure e burroni da oltrepassare e comprendere. Darsi per vinti e rimanere in uno stato di energia bloccata significa perdere la possibilità di godere di paesaggi e scorci magnifici e affascinanti.
Un’altra immagine per descrivere questo viaggio umano è rappresentata da una spirale oraria che si sviluppa in cerchi sempre più ampi. Il centro rappresenta una o più tematiche che producono sofferenza nella persona, legate al suo vissuto, ad esperienze non metabolizzate, ad aspettative, credenze o fantasie.
Tenendo presenza e applicando Logosintesi® nel proprio lavoro personale, senza ricorrere ad “escamotage” per non affrontare il vissuto doloroso, l’energia bloccata viene rimessa in flusso.
La persona accede ad una nuova percezione e quindi cambia il suo modo di affrontare la tematica precedentemente dolorosa. Spostandosi dal nucleo della spirale ai cerchi esterni, gode di diverse prospettive che le permettono di elaborare in modo completo e risolutivo quanto appesantiva la propria esistenza.
Una metafora altrettanto chiarificatrice, per quanto riguarda la modalità funzionale di Logosintesi® nello svolgere questo lavoro di liberazione di energia bloccata e quindi inutilizzabile dalla persona in sofferenza, è quella della cipolla.
Questo ortaggio è composto da catafilli o tuniche carnose che si susseguono dal centro fino alle foglie esterne, disposte a formare un bulbo. Per raggiungere il cuore della cipolla è necessario sfogliare una dopo l’altro queste lamine carnose di cui è composta.
Logosintesi® agisce trattando strato dopo strato, quello che emerge dalla ricerca, ovvero gli attivatori della sofferenza. Il Consulente Essenziale si avvale infatti di un’indagine orientata ad indentificare, per poi liberare, l’energia bloccata in strutture responsabili della sofferenza del cliente.
Per questo i momenti “difficili” non sono un modo di perseguitarci da parte del destino, universo o altre entità, è la strada che abbiamo perso che ci chiama a riprendere il viaggio, a qualsiasi età, e lo fa facendoci scontrare con disagio e difficoltà sul sentiero alternativo che avevamo scelto.
Questa prova non è finalizzata a schiacciarci o farci star male come punizione o destino, piuttosto a rivedere chi siamo, cosa vogliamo fare e cosa ci impedisce di raggiungere quanto siamo venuti ad essere e a fare su questa terra.
Logosintesi® è un’ottima modalità di approccio all’indagine e alla risoluzione di queste tematiche dolorose, sostenute da convinzioni ed esperienze, in cui, secondo la nostra mente abbiamo “fallito”.
E lo fa in modo efficace, rispettoso e pulito, liberando la persona da condizionamenti che ne limitano la libertà e la qualità di vita.



