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Logosintesi: il potere della parola

Sono entrata in contatto con questa disciplina perché ero alla ricerca di un metodo per affrontare e risolvere piccole e grandi sofferenze dei miei clienti. Cercavo anche uno strumento per trattare i miei nodi evolutivi. Sono convinta che una persona che vuole aiutare gli altri, oltre che prepararsi per avere gli strumenti per farlo, debba prima di tutto impegnarsi in un proprio percorso di crescita.

Mi rendo conto che spesso si affronta la stessa sofferenza in contesti diversi, ripetendo sempre il medesimo approccio e subendo lo stesso dolore, come prigionieri di schemi reattivi ingestibili.

Logosintesi si è rivelata la risposta a queste esigenze. E’ una disciplina che permette di aprire la propria vita ad un grado di consapevolezza maggiore riconnettendo mente, corpo e spirito. Si può finalmente comprendere quale sia la missione della propria vita ed adoperarsi per realizzarla.

 Logos-syn-thesis ovvero “riunire con le parole”: si richiama quel frammento del sé che si era “staccato” al momento dell’evento doloroso e che era rimasto letteralmente congelato nello spazio e nel tempo, dando luogo ad una struttura energetica limitante, presente nel proprio spazio personale .

Logosintesi è  nata  nel 2005 dall’ispirazione e dall’esperienza trentennale del Dott.Willem Lammers , formatore, psicologo e psicoterapeuta olandese.

Un evento traumatico produce una scissione a livello energetico, che congela parti di sé. Queste strutture restano attive fino a che, grazie a Logosintesi, la propria energia in esse contenuta viene liberata  e reintegrata in sé. Successivamente viene anche allontanata l’energia congelata nelle fantasie e/o le credenze delle altre persone, se presenti nel momento del vissuto.

Alla base dei suoi principi che vado ad enunciare qui di seguito c’è l’assunto che tutto è energia. Noi siamo energia vitale : sia corpo fisico che pensieri.

L’energia vitale può essere in flusso o prigioniera in schemi rigidi, possiamo essere invasi da strutture che non sono nostre ma appartenenti ad altre persone (amici, famigliari, genitori, partner) che influenzano e condizionano le nostre scelte o reazioni.

Il primo principio:

La nostra Essenza non soffre: la sofferenza nasce dalla perdita di consapevolezza dell’Essenza e del nostro scopo nel mondo.

Logosintesi parte dall’assunto che noi siamo manifestazione dell’Essenza che tutto genera e trascende la vita terrena. Disponiamo di un corpo con tutti i suoi bisogni materiali, di una psiche che ci consente di entrare in relazione con il mondo esterno e  gestirlo approcciandolo con la razionalità. Ma siamo anche Sé superiore o Essenza che si manifesta attraverso di noi mantenendo nelle nostre esistenze un proprio obiettivo che diviene manifesto solo attraverso l’esplorazione e l’ascolto profondo di Sé.  L’Essenza si manifesta nel mondo nel momento del concepimento e ci accompagna durante tutta la vita terrena, venendo percepita in modo più o meno consapevole in base alle condizioni, all’età, allo stadio della vita in cui ci troviamo. Vi è infatti un continuo passaggio di energia tra L’essenza e il nostro Sé. Quando questo flusso si interrompe viene meno la nostra vita. L’Essenza è energia e può assumere tre stati:

Libera che consente di realizzare il proprio scopo nella vita perché c’è connessione stabile nel qui ed ora tra il proprio Sé e la propria Essenza. Questa condizione consente al Sé della persona di operare delle scelte in armonia con l’Essenza e quindi con il vero fine della propria esistenza terrena.

Vincolata, cioè legata a modelli corporei ed emotivi, ricordi e convinzioni che se da un lato stabilizzano e contribuiscono a rendere apparentemente noto e classificato lo spazio percettivo della persona, dall’altro concorrono  ad alienarlo dal proprio scopo di vita.

Potenziale,  vale a dire che ancora non è ancora in flusso ma può diventarlo grazie all’azione decondizionante di Logosintesi. Questo è ben percepibile quando in seguito alla sessione si attiva la sensazione di aver lasciato andare dolori antichi. Ciò ha provocato un cambiamento energetico liberatorio che avrà come effetto un approccio nuovo a quello che è stato fino a quel momento fonte di dolore.

 Secondo principio:

 La consapevolezza della nostra Essenza è ridotta o impedita da introiezione e dissociazione.

Ci sono strategie messe in atto dall’essere umano per ridurre l’impatto doloroso degli eventi, classificarli e rendere accettabile e meno ostile l’ambiente. Un trauma genera un impatto talmente forte e spaesante che viene perso il contatto con il Sé superiore. A maggior ragione se chi lo subisce è un bambino, in assenza di figure di riferimento protettive. Succede allora che, per ridurre il dolore, ci si separi dal proprio Sé (dissociazione) e vengano congelate le esperienze dolorose o non elaborate in strutture rigide (introiezioni) che possono essere archiviate sotto forma di esperienze corporee, convinzioni, fantasie, ricordi  anche sensoriali ed emozioni.

Lo sviluppo della persona resta cristallizzato a quel livello e grado di decodifica della realtà e reagirà utilizzando le stesse strutture frammentate nel momento in cui si ripresenti un evento che richiami anche parzialmente quel vissuto. E la disconnessione dalla propria Essenza si perpetua in un meccanismo circolare perché la dissociazione e le introiezioni (queste strutture di energia congelata) a loro volta impediscono alla persona di reagire e quindi portare a consapevolezza un’elaborazione diversa dell’accaduto.

La funzione di Logosintesi è proprio quella di liberare la persona dai propri “frammenti d’anima”  attraverso l’uso della Parola opportunamente utilizzata e risolvere così la dissociazione ripristinando il contatto con l’Essenza e la possibilità di esprimere appieno il proprio potenziale. 

Il terzo principio:         

Introiezioni e parti dissociate sono strutture energetiche rigide, solidificate in uno spazio pluridimensionale.

Queste strutture energetiche non sono  concetti psicologici astratti o metafore. Rappresentano un metodo funzionale per evitare o ridurre la sofferenza, ma bloccano lo sviluppo personale e la comprensione del proprio compito su questa terra. Sono strutture energetiche rigide e multidimensionali che invadono il proprio spazio vitale interno o esterno e vengono percepite con facilità attraverso un’attenta esplorazione. Spesso non appartengono solo al soggetto in questione, ma anche a persone di riferimento che sono intervenute nell’esperienza traumatizzante.

Il quarto principio:

Le parole e le frasi hanno un effetto attivo e creativo, oltre che un significato emotivo e semantico, in grado di dissolvere tali strutture rigide al fine di utilizzare liberamente l’energia per il raggiungimento del proprio scopo nel mondo.

Alla parola, da sempre e in ogni cultura, viene riconosciuta una grande potenza, a partire dallo sciamano che  la usa per cacciare gli spiriti e indurre salute e buona sorte, passando per i Vangeli in cui si fa riferimento in più punti al “ Verbo”:

“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, Il Verbo era Dio.” ( Giovanni Ev.)

Le tre frasi con cui Logosintesi affronta e risolve la sofferenza conseguente alla disconnessione con l’Essenza, vengono preparate ad hoc e offerte dall’operatore. Non serve che chi le pronuncia cerchi di capirle o ricordarle. I loro effetti sono presenti e ben percepibili dalla persona trattata.

Adesso c’è Connessione e Presenza.

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